Cultura Under 35: perché chiedo chiarezza sui compensi?
È uscito il bando CUBO/b.û.ş. per coinvolgere giovani under 35 nella vita culturale della nostra città. Si cercano artisti, performer, tecnici audio/luci e comunicatori. Figure professionali con competenze reali che richiedono tempo, studio e impegno.
Eppure, leggendo il bando, manca la cosa più importante: quanto verranno pagati?
Non è possibile chiedere alle persone di candidarsi senza fornire informazioni sul valore economico del loro impegno. Comprendo che i progetti possano essere definiti in un secondo momento, ma il valore minimo di un’ora di attività deve essere noto prima.
I numeri del settore sono drammatici: nel 2025, i lavoratori dello spettacolo hanno faticato a raggiungere una retribuzione media annua di 11.790 euro con sole 99 giornate lavorative. Se il PD vuole davvero trattare con serietà i giovani, deve smetterla con l’indeterminatezza.
Ho chiesto ufficialmente al Sindaco e all’Assessore di inserire nel bando un pagamento orario minimo garantito. La formazione è importante, ma il rispetto per il tempo e la professionalità di chi lavora nel mondo della cultura viene prima di tutto.
Ripetiamolo ancora: non si può lasciare indeterminato il riconoscimento economico. La formazione è importante, ma il tempo e le competenze delle persone devono essere rispettati. I progetti culturali certamente possono essere costruiti successivamente: il valore minimo di un’ora di attività deve invece essere conosciuto prima.

