Dietrofront sui rifiuti a Reggio Emilia: l’Assessore Prandi smentisce se stesso. Ecco la verità sulla gara (che non c’è)
Mesi fa l’assessore Prandi aveva annunciato a mezzo stampa che Reggio Emilia sarebbe andata a gara per il servizio rifiuti entro il 2026. Lunedì in Consiglio comunale sono voluto andare a fondo della questione e ho chiesto scadenze chiare.
La risposta? Un clamoroso dietrofront: nel 2026 andrà a gara Rimini, Reggio Emilia è stata scalzata e sarà l’ultima provincia della regione.
La realtà è che ci hanno mentito. Ad oggi non c’è nessuna certezza, solo un timido “forse si farà, vedremo più avanti”. Non è un atteggiamento serio verso i cittadini che pagano le tasse.
11 anni di monopolio Iren e bollette alle stelle
La verità che la Giunta prova a nascondere è che a Reggio Emilia il servizio rifiuti non vede una gara pubblica dal 2011. Siamo in un regime di proroga perenne a favore di Iren, senza alcuna concorrenza.
E chi paga il conto di questo monopolio? I cittadini. Guardiamo i numeri del dibattito pubblico:
I costi totali sono cresciuti del 30% in 5 anni (da 80 a 103 milioni di euro).
Le bollette continuano a salire, con rincari per le famiglie e batoste fino a 145 euro per i ristoratori.
Non chiediamo la luna, ma la normalità amministrativa
Mentre Reggio resta immobile, i territori vicini che hanno fatto la gara pubblica hanno ottenuto risparmi enormi e servizi migliori: Parma ha risparmiato 34 milioni di euro, Piacenza 24 milioni. Per quale motivo Reggio Emilia deve essere l’ultima ruota del carro?
Per questo, insieme a Coalizione Civica e Reggio Emilia Ripuliamoci, abbiamo depositato una mozione popolare. Vogliamo un percorso trasparente per rimettere al centro la qualità del servizio e tariffe più eque.
La continuità automatica con Iren a suon di aumenti deve finire. Continuerò a dare battaglia in Consiglio comunale per pretendere atti concreti e numeri verificabili: la città merita trasparenza, non scuse.
