Acer in rosso di 429mila euro, ma la politica aumenta i compensi del Cda: ho chiesto una Commissione aperta a tutti
ACER Reggio Emilia chiude il 2025 con un buco di bilancio di 429.389 euro.
Di fronte a questa voragine, ho depositato insieme al collega Fabrizio Aguzzoli, a nome di Coalizione Civica, una richiesta urgente di Commissione consiliare pubblica per vederci chiaro e accertare tutte le responsabilità politiche e amministrative.
Non possiamo accettare che si liquidi tutto dando la colpa unicamente al passato o a commercialisti esterni. ACER è un ente pubblico guidato da persone nominate dalla politica e controllato dai Comuni.
Dove erano gli amministratori, i dirigenti e i sindaci che hanno approvato i bilanci?
Dov’era Lanfranco De Franco, assessore comunale alla Casa dal 2019, che avrebbe dovuto vigilare da vicino su uno dei settori chiave del welfare cittadino?
Emergenza abitativa: 700 case vuote e famiglie in ginocchio
Mentre i conti piangono, la realtà sociale è drammatica: circa 700 appartamenti su 5.217 gestiti in provincia sono vuoti e inagibili per mancanza di manutenzione.
I dati del Comune di Reggio Emilia parlano chiaro:
L’80,4% degli assegnatari ha un ISEE sotto i 6.065 euro (media di appena 3.506 euro).
Quasi la metà degli utenti vive nella “fascia di protezione” (canone medio di 140 euro al mese).
Ogni casa popolare lasciata nel degrado è una porta chiusa in faccia a una famiglia in difficoltà. E con un bilancio in rosso, la situazione manutentiva rischia il collasso definitivo.
Raddoppiano i compensi: 101mila euro in più per le poltrone d’oro
La beffa più grande arriva dai vertici dell’Azienda. Nell’anno del disavanzo di quasi mezzo milione di euro, i compensi del Cda sono passati da 60mila a 161mila euro lordi all’anno (+168%):
Presidente Federico Amico: da 36mila a 85mila euro
Vicepresidente Camilla Verona: 51mila euro
Consigliera Federica Zambelli: 25mila euro
Questi aumenti non sono piovuti dal cielo: sono stati decisi e deliberati dalla Conferenza degli Enti, guidata dai sindaci del territorio. Potevano evitarli, e invece hanno scelto di ingrossare gli stipendi.
È il segno inequivocabile che il PD e i suoi alleati hanno perso la misura: la gestione della cosa pubblica viene usata come un comodo parcheggio dorato per trombati della politica e figure da sistemare, mentre i cittadini aspettano risposte che non arrivano.
Pretendiamo trasparenza
In Commissione pretendiamo risposte scritte e documenti alla mano: bilancio 2025, due diligence, verbali, piano di riequilibrio e un cronoprogramma certo per rimettere a nuovo i 700 alloggi chiusi.
I cittadini reggiani hanno il diritto di sapere chi sapeva, chi doveva controllare e ha girato la testa dall’altra parte, e chi continua a preferire le poltrone ai diritti sociali.
