Perchè rimanere nel PD e cosa fare

Perchè rimanere nel PD e cosa fare

dario de lucia perchè rimanere nel PD e cosa fare

Oggi la Gazzetta di Reggio, che ringrazio, ha pubblicato il mio intervento sulla situazione difficile che stiamo vivendo come iscritti al Partito Democratico. Molte persone a me vicine mi hanno chiesto di prendere posizione e di “fare qualcosa”. Qui di seguito trovare il mio pensiero e delle proposte di contenuto politico su cosa dovremmo fare come Partito Democratico, sul che fare invece vi invito Giovedì 9 Marzo alle 21.00 al Circolo Arci Gardenia all’assemblea che abbiamo organizzato come Circolo Darwin.

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Sono tempi difficili per la mia famiglia. Il Partito Democratico vive una divisione storica dove compagni hanno preso altri cammini. Quando dalla propria casa famigliari e amici ci lasciano, rimane nel cuore una pesantezza che valica il confine politico e tocca  il livello umano. A loro dico che per me saranno sempre persone con le quali avere confronti politici sinceri e una dialettica costante aperta ai temi delle amministrazioni per la nostra cara Reggio Emilia.
Le responsabilità di questo abbandono vengono da lontano passano dal voto al referendum costituzionale, alla sconfitte delle amministrative, al malcontento sulle riforme sul lavoro, fino all’affluenza bassissima alle regionali del 2014. Questi sono tutti segnali che il nostro popolo del centrosinistra ci ha dato, sono scontenti di questo Partito Democratico. Il cambiamento di rotta tanto voluto non è stato capito e non c’è stato, non criminalizzo quindi chi per avventura sincera o per calcolo ci lascia.

Rimane però in noi democratici progressisti e di sinistra del Partito Democratico l’interrogativo forte: che fare? Che fare quando il nemico, quello vero, usa il razzismo e il populismo come normale dialettica e sembra più forte che mai? Che fare quando il giovane non vede la politica come mezzo per risolvere i suoi problemi e ci volta le spalle? Che fare quando veniamo identificati come il problema e non come la soluzione per i problemi che affliggono le persone che vogliono solo stare bene in una comunità tranquilla.

Siamo dei sopravvissuti che verranno spazzati via dalla corrente così che resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi? Non penso dobbiamo contare sulla buona sorte ma trovarci, confrontarci, organizzarci, agitarci nel fare politica, non tanto per noi ma per gli altri e per chi decidiamo di rappresentare.

Vogliamo una comunità politica che non ha timore a parlare chiaro e che ammette le proprie responsabilità senza timore di dire: “abbiamo sbagliato, chiediamo scusa, ora abbiamo capito i nostri errori e siamo pronti a cambiare rotta”.

Non dovevamo abolire l’articolare 18 e ampliare l’uso dei voucher, i giovani meritano un lavoro e delle tutele decorose come hanno conosciuto i loro padri, non useremo quindi più i voucher nelle amministrazioni che governiamo. Sui richiedenti asilo del nostro territorio non vogliamo che siano gestiti da una sola impresa che persegue fini di lucro ma pensiamo che i comuni debbiano essere intermediari con la Prefettura usando il programma SPRAR. Ai figli di genitori immigrati promettiamo che i temi della Lega Nord non avranno mai ragione per noi e che approveremo nel più breve tempo possibile la legge “Italia sono anche io” perché chi nasce in Italia è italiano. Ci avviciniamo all’otto marzo e quasi quarant’anni dalla legge 194 diciamo a chi ha deciso di fare il ginecologo e di esercitare nel pubblico che  l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) e un diritto della donna e uno dei servizi che la legge garantisce, il dottore se non lo vuole fare si deve trovare un altro lavoro.

A te iscritto al partito democratico deluso e scoraggiato che ti rivedi in un centrosinistra amplio e plurale, non autoreferenziale schiacciato nelle correnti e nei gruppi di potere, dico che non c’è nulla di male se hai tasca anche la tessera degli amici dell’ANPI e della CGIL con i quali dobbiamo ricostruire un rapporto dopo il referendum e che le larghe intese con la destra, quel famoso progetto di partito della nazione, ha fallito ed è stato solo un grande errore dei nostri dirigenti nazionali.

Ai laici, progressisti, innovatori, popolo del centrosinistra noi a Marzo ci incontreremo a Reggio Emilia, il viaggio continua.

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