Not in my Vanda

Not in my Vanda

 

Vanda Giampaoli porta con sé una storia politica che trovo davvero inconciliabile con la comunità del centrosinistra. Non credo che ex dirigenti di Forza Italia siano il focus per allargare la base sociale del Partito Democratico a Reggio Emilia.Questo caso apre una riflessione molto più ampia e profonda.
Non siamo un’associazione ricreativa dove entrano tutti, siamo un partito politico, trovo concrete difficoltà a sviluppare politiche con chi ha avuto incarichi e responsabilità in partiti di centrodestra e ha sostenuto criminali come Dell’Utri e Berlusconi.
 
Lo dico soprattutto agli amici della corrente Renzi di Reggio Emilia che con Vanda Giampaoli sono andati alla Leopolda, alcuni di voi mi hanno chiesto di abbandonare il PD, uscite voi dalla sindrome dell’accerchiamento e ragioniamo insieme su quale strategia perseguire per allargare la base sociale. Abbiamo un grande compito davanti a noi: dobbiamo salvare il Paese dalla destra e del populismo ma non otteneremo questo imbarcando gente di destra e cedendo a nostra volta al populismo.
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Comitato Renzi alla Leopolda 2015 con Vanda Giampaoli.

Ho sentito molte volte persone intelligenti di vari partiti affermare che destra e sinistra non esistono più. Attenzione perché chi afferma questo di solito deve giustificare politiche di destra.
Questo rispecchia un progetto da Partito della Nazione che molto bene ha spiegato il Sindaco di Firenze Nardella e poi Matteo Renzi in questi giorni alla Leopolda. E’ quello che serve a Reggio Emilia e all’ Emilia Romagna? Credo proprio di no.
 
In Emilia Romagna abbiamo avuto nel 2014 un tracollo dei votanti perché migliaia di nostre persone non si rivedono più in noi, non si rivedono più nel centrosinistra. Non riuscirete mai a convincermi che la soluzione é imbarcare ex dirigenti di Forza Italia per allargare il consenso, trovo questa strategia poco lungimirante e addirittura controproducente.
 
 
L’alternativa esiste e si realizza nel togliersi la giacca da amministratori grigi e tornare a proporre contenuti di vera sinistra a vantaggio dei lavoratori (non della precarietà e di Confindustria), dell’ambiente (non delle speculazioni edilizie come il Ponte sullo Stretto di Messina), dei territori (smettendo di accettare i tagli del governo a comuni, regioni e sanità), dei diritti civili e della laicità.
 
Per riassumere: meno Leopolde e meno fuffa, più politica progressista e sul territorio.
 
Un abbraccio a Vanda Giampaoli con la quale non ho nessun problema personale e mi spiace si sia sentita offesa o minacciata dal mio giudizio politico, metto al centro il tema politico e sono disponibile a prendere un caffè con lei per confrontarmi con chi per lungo tempo ha guidato l’opposizione di centrodestra a Reggio Emilia. 

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