Zona stazione a Reggio Emilia: basta zone franche, la sicurezza è un diritto di tutti
Duri scontri e tre carabinieri feriti: l’episodio riaccende i riflettori su un degrado annunciato. Le nostre proposte per cambiare rotta.
Un intervento di routine che si trasforma in un’aggressione violenta. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai tre carabinieri finiti al Pronto Soccorso dopo i fatti avvenuti nei pressi della stazione. Un episodio inaccettabile che ribadisce una priorità assoluta: la difesa di chi ogni giorno veste una divisa per garantire la nostra sicurezza.
A Reggio Emilia non ci possono essere aree franche. Vivere, lavorare, spostarsi o frequentare i quartieri della nostra città deve poter avvenire in tranquillità per chiunque.
Ma guardiamo in faccia la realtà: il degrado della zona stazione non è un fulmine a ciel sereno. Arriva da lontano, figlio di scelte politiche miopi e di anni trascorsi a rincorrere le emergenze con gli annunci, mentre la situazione degenerava strada dopo strada.
Per invertire la rotta servono subito due interventi inderogabili:
Presidiare il territorio: serve una presenza fissa, coordinata e costante delle forze dell’ordine, slegata dalla logica della sola gestione emergenziale.
Rigenerare il quartiere: il presidio da solo non basta senza una vera cura urbana. Illuminazione, manutenzione, servizi efficienti, stop agli immobili abbandonati e lotta senza quartiere a spaccio e occupazioni abusive.
La sicurezza delle persone è un diritto sociale irrinunciabile, non un argomento buono solo per i titoli dei giornali all’indomani della cronaca nera.
