Casa: sono stato in Regione per dare risposte alla “fascia grigia”
Non possiamo più accettare che ci siano troppe persone senza una casa e, contemporaneamente, troppi immobili vuoti. È un paradosso che grida vendetta e su cui mi sono attivato direttamente.
Il 16 luglio, insieme a Francesca Manzini, ho incontrato l’assessore regionale Giovanni Paglia in Viale Aldo Moro. Perché? Perché dobbiamo smettere di rincorrere le emergenze e iniziare a costruire politiche strutturali, in particolare per la cosiddetta “fascia grigia”: quei lavoratori, giovani e famiglie che, pur avendo un reddito, sono oggi schiacciati tra l’impossibilità di accedere all’edilizia popolare e i costi insostenibili del mercato privato.
Al centro del nostro incontro con la Regione ho portato proposte concrete per Reggio Emilia:
Censimento reale: Dobbiamo sapere quanti sono, dove si trovano e in che stato versano gli immobili di proprietà pubblica e ACER oggi inutilizzati. Il primo passo è recuperarli.
Task force territoriale: Serve un tavolo operativo che unisca istituzioni, università, banche e terzo settore per trasformare il patrimonio in alloggi accessibili.
Modello pilota: A Reggio vogliamo sperimentare nuove forme di abitare sociale, con portierato e patti di comunità per garantire non solo un tetto, ma dignità e inclusione.
La mia visione è chiara: non serve nuovo consumo di suolo, dobbiamo recuperare quello che già esiste. La casa è la base dell’autonomia personale e come consigliere continuerò a battermi affinché nessuno venga lasciato indietro.
RICORDIAMOLO:
troppe persone senza casa e troppi immobili inutilizzati: l’edilizia sociale va ripensata. È necessario ridisegnare le regole dell’ERS, l’Edilizia Residenziale Sociale, perché gli attuali requisiti rischiano di diventare un ostacolo. Non possiamo intervenire soltanto quando l’emergenza è ormai esplosa: dobbiamo offrire una risposta anche a chi lavora, ha un reddito, ma non riesce più a permettersi una casa.
