Rifiuti a Reggio Emilia: oltre il 13% di rincari in due anni con Iren e PD. Basta annunci, servono gara e trasparenza

Rifiuti a Reggio Emilia: oltre il 13% di rincari in due anni con Iren e PD. Basta annunci, servono gara e trasparenza

Mentre i cittadini reggiani fanno la loro parte portando la differenziata all’84,3%, la risposta del sistema guidato da Iren e dal Partito Democratico sono solo bollette sempre più pesanti. I dati del Piano economico-finanziario per il 2026 parlano chiaro: ci attende un ulteriore incremento medio del 4,6% nel bacino reggiano.

Nel Comune di Reggio Emilia la situazione è insostenibile. Dopo gli aumenti pesanti del 2025 (8% per le famiglie e fino al 9% per le utenze non domestiche), le tariffe del 2026 crescono ancora tra il 4,93% e il 5,23%.

Il rincaro cumulato in soli due anni per le famiglie reggiane supera così il 13,3%:

 Persona sola: +8,57 euro/anno

 Famiglia di 2 componenti: +13,29 euro/anno

 Famiglia di 3 componenti: +17,49 euro/anno

 Famiglia di 4 componenti: +20,47 euro/anno

Ancora peggio va alle attività economiche: i supermercati registrano un +20,49%, le botteghe artigiane un +16,34% e i negozi un +12,61%.

Il vero scandalo politico è che siamo entrati nel quindicesimo anno di proroga illegittima: l’affidamento a Iren è scaduto il 31 dicembre 2011. A febbraio 2026 Atersir ha approvato gli indirizzi, e il Comune promette il bando entro l’autunno. Ma dopo anni di rinvii non bastano gli annunci: serve una data certa per il subentro.

L’esempio di Parma e Piacenza dimostra che la gara non è ideologia, ma buonsenso: lì la concorrenza ha obbligato Iren a ribassi che hanno generato decine di milioni di euro di risparmi in bolletta.

Il problema politico a Reggio Emilia è che i Comuni indossano una doppia veste: sono i regolatori (dentro Atersir) e al contempo azionisti di Iren che intassano i dividendi. I sindaci del PD devono smettere di fare da passacarte agli aumenti decisi altrove.

Come liste civiche chiediamo con forza:

1. Pubblicazione immediata del bando di gara entro il 2026 con un cronoprogramma pubblico.

2. Trasparenza totale sui costi dei PEF e confronto con le province dove la gara è già stata fatta.

3. Un fondo di calmierazione comunale finanziato con i dividendi Iren per aiutare famiglie e botteghe.

4. Tariffa puntuale reale che premi chi produce meno rifiuti.

I cittadini non possono continuare a essere trattati solo come un bancomat da cui attingere per ripianare i costi di un monopolio senza concorrenza.

Le liste civiche firmatarie:

Coalizione Civica Reggio Emilia, Bagnolo Viva, Alternativa per Sant’Ilario e Calerno, Progetto Civico Viano, Movimento Civico per Fabbrico, Viviamo Albinea, Progetto San Martino, Cavriago Lab, Rinascimento Correggio, Noi per Casalgrande, Movimento Civico Cambiamento Campagnola, Cadelbosco Libera.

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