Indennità fissa ai consiglieri comunali: a Reggio Emilia rischia di quadruplicare la spesa
La proposta del PD di sostituire i gettoni di presenza con uno stipendio fisso rischia di trasformarsi in un nuovo stipendificio pubblico. Giusto intervenire nei piccoli Comuni, ma nelle città come la nostra l’aumento sarebbe insostenibile.
A me sembra una follia. Intervengo sulla proposta presentata da alcuni deputati del PD per sostituire i gettoni di presenza dei consiglieri comunali con un’indennità mensile fissa, collegata a quella del sindaco e ridotta solo in caso di assenza.
I proponenti sostengono che il nuovo sistema non farebbe lievitare la spesa perché l’importo sarebbe commisurato all’attuale soglia massima dei gettoni. Ma la soglia massima non coincide affatto con quanto i consiglieri percepiscono realmente oggi: è su questo scarto che ho chiesto una verifica urgente dei costi per la nostra città.
I numeri a Reggio Emilia: da 15.000 a oltre 60.000 euro al mese
Sono assolutamente d’accordo sull’aumentare i compensi nei piccoli Comuni, dove oggi un amministratore locale può ricevere meno di 100 euro al mese e fare politica è un sacrificio economico enorme. Ma a Reggio Emilia le cifre cambiano radicalmente.
Personalmente, percepisco circa 500 euro al mese in base alle sedute di Consiglio e di commissione a cui partecipo attivamente. Con la proposta del PD, io e gli altri colleghi del Consiglio potremmo arrivare a superare i 2.000 euro fissi al mese.
Facciamo due conti sul nostro Consiglio comunale (composto da 32 consiglieri, inclusi il sindaco Marco Massari a 11mila euro/mese e il presidente Matteo Iori a 6mila euro/mese):
Spesa attuale stimata per gli altri 30 consiglieri: circa 15.000 euro al mese.
Spesa con l’indennità fissa: se ciascuno ricevesse 2.000 euro, supereremo i 60.000 euro mensili (salvo riduzioni per le assenze).
Un pessimo segnale sui costi della politica
Già oggi le indennità di sindaco, vicesindaco, otto assessori e presidente del Consiglio pesano sulle casse comunali per circa un milione di euro all’anno. Non è poco. Sinceramente non so se la nostra città possa permettersi anche questo maxi-aumento sui consiglieri comunali: non sarebbe davvero un bel messaggio da dare ai cittadini sui costi della politica.
Io faccio il consigliere comunale per passione e volontariato civico; non ho bisogno di uno stipendio. Dopo dodici anni di esperienza in prima linea posso confermare che l’attività di consigliere è assolutamente gestibile anche portando avanti un altro lavoro.
Sosteniamo con convinzione chi amministra i piccoli Comuni e merita tutele, ma prima di introdurre un’indennità fissa nelle città capoluogo come Reggio Emilia, è un dovere rendere pubblico quanto costerebbe davvero alle tasche dei cittadini.
