Bosco Ospizio: il precedente del Parco del Quinzio dimostra che una soluzione è possibile

Bosco Ospizio: il precedente del Parco del Quinzio dimostra che una soluzione è possibile

Aguzzoli: «Nel 2021 il Comune trattò con il privato e salvò l’area verde. Ora sospenda il cantiere e apra una vera trattativa con Conad»

Reggio Emilia, 20 agosto 2026 – A Reggio Emilia esiste già un precedente chiaro che dimostra come sia possibile intervenire legalmente per salvaguardare un’area verde privata con diritti edificatori: è il caso del Parco di via Piaggia (Parco del Quinzio), situato a poca distanza da Bosco Ospizio.

La battaglia di via Piaggia nel 2021

Nel 2021 l’area di via Piaggia — circa 10.000 metri quadrati edificabili fin dal 1984 — era destinata a un nuovo intervento residenziale. La mobilitazione dei residenti, sostenuta da una raccolta firme e da una mozione popolare, spinse l’amministrazione comunale a cercare una soluzione alternativa con la proprietà (EdilGrisendi).

In quell’occasione, il consigliere comunale Dario De Lucia affiancò concretamente i cittadini, vidimando le firme necessarie per portare la mozione in Consiglio comunale il 7 giugno 2021.
In quell’occasione, il consigliere comunale Dario De Lucia affiancò concretamente i cittadini, vidimando le firme necessarie per portare la mozione in Consiglio comunale il 7 giugno 2021.

«Quella battaglia la conosco bene perché aiutai personalmente i residenti e vidimai le firme della mozione popolare», dichiara Dario De Lucia. «La raccolta firme e l’iniziativa in Consiglio riuscirono a sbloccare una situazione che sembrava già decisa. Il privato aveva diritti edificatori legittimi, ma la mobilitazione spinse il Comune ad aprire una trattativa e a trovare un’alternativa».

Grazie a un accordo urbanistico (formalizzato il 27 gennaio 2022 ai sensi della Legge 241/1990 e della LR 24/2017), l’impresa rinunciò a costruire e l’area venne acquisita come parco pubblico, trasferendo i diritti edificatori altrove senza consumare nuovo suolo agricolo. L’allora sindaco Luca Vecchi presentò l’intesa come un importante corridoio ecologico per la compensazione climatica.

Il confronto con il caso Bosco Ospizio

Oggi, sul tema di Bosco Ospizio, Coalizione Civica chiede alla nuova amministrazione di percorrere la stessa strada, puntando il dito contro le differenze di approccio politico.

«Il precedente di via Piaggia smonta la narrazione secondo cui oggi la politica non avrebbe alcuno strumento per intervenire», dichiara Fabrizio Aguzzoli, capogruppo di Coalizione Civica. «Il Comune non si limitò a dichiararsi impotente: ascoltò i cittadini e utilizzò gli strumenti previsti dalla legge».

Aguzzoli sottolinea inoltre una forte discrepanza all’interno dell’attuale maggioranza:

 «All’epoca M5S, Verdi e spazi sociali sostennero la richiesta dei residenti. Sul Bosco Ospizio non vediamo la stessa mobilitazione unitaria, né quel sostegno tradotto in atti concreti dentro la maggioranza».

 «La domanda politica è molto semplice: perché con EdilGrisendi il Comune si sedette al tavolo e trovò una soluzione, mentre quando il proprietario è Conad ci viene raccontato che non esiste alcuna possibilità?»

Le richieste formali al sindaco Marco Massari

Coalizione Civica chiede quindi al sindaco Marco Massari di compiere atti concreti:

1. Sospensione volontaria: proporre immediatamente a Conad la sospensione dei lavori per il tempo necessario a una trattativa reale.

2. Tavolo di confronto: aprire un tavolo tecnico e politico con Conad, Assemblea Bosco Ospizio, associazioni ambientaliste e gruppi consiliari, verificando ipotesi di trasferimento, permuta o compensazione dei diritti edificatori.

3. Trasparenza in commissione: presentare in una commissione consiliare pubblica il precedente di via Piaggia, gli strumenti urbanistici utilizzati e una valutazione aggiornata della continuità ecologica della zona.

«L’incontro annunciato dal sindaco deve servire a cercare una soluzione, non soltanto a comunicare una decisione già presa», conclude Aguzzoli. «Il precedente esiste, gli strumenti legali pure. Adesso serve la volontà politica di provarci davvero».

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