Commissione pubblica sui beni confiscati alla mafia

Commissione pubblica sui beni confiscati alla mafia

“Oggi abbiamo presentato richiesta di Commissione per approfondire il Protocollo siglato a marzo 2019 sui beni confiscati alla mafia e lo stato attuale di tali beni e dell’efficacia del Protocollo stesso. E ciò al fine di renderlo uno strumento sempre più importante sia come riutilizzo dei beni a fini sociali, sia per il forte significato che ha il sottrarre i beni alla criminalità organizzata e darli a istituzioni e progetti sociali.” hanno detto i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Paola Soragni e Gianni Bertucci e di Coalizione Civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli.

La nostra Regione infatti conta 23 comuni destinatari di beni confiscati, pari all’8,31% del totale dei 330 comuni e per un totale di 106 beni destinati, Reggio Emilia risulta essere la provincia con il maggior numero di Particelle catastali 318 confiscate, contro le 287 di parma e le 56 di Bologna.L’ordine dei sequestri sul territorio è questo: Reggio nell’Emilia 84; Montecchio Emilia 68; Brescello 57 , Castelnovo di Sotto 22: Reggiolo 22; Cadelbosco di Sopra 13; Gattatico 10; Bagnolo in Piano 8; Albinea 6; Gualtieri 6 Rubiera 5; Casalgrande 4; Castellarano 4; Boretto 3; Sant’Ilario d’Enza 3; Poviglio 2; Vezzano sul Crostolo 1).



IN EMILIA-ROMAGNA NON VIENE RIUSATO IL 90% DEI BENI CONFISCATI ALLA MAFIA


A 25 anni di distanza dall’approvazione della legge n.109 del 7 marzo 1996 sul riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, la rete di associazioni Libera, lo scorso anno, ha sviluppato un dettagliato dossier, elaborando i dati dell’Agenzia Nazionale per i beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità da cui risulta che sono 36.616 i beni immobili confiscati dal 1982 ad oggi. Circa 17.300 sono stati destinati dall’Agenzia nazionale per le finalità istituzionali e sociali mentre sono 19.309 beni immobili in gestione all’Agenzia (dati aggiornati al 31 Dicembre 2021), di cui più di 11.000 confiscati in via definitiva e che rimangono ancora da destinare perché presentano varie forme di criticità (per quote indivise, irregolarità urbanistiche, occupazioni abusive e per condizioni strutturali precarie) oppure restano accantonati in attesa delle verifiche dei creditori.

Secondo l’ultima Relazione delle attività svolte dall’Agenzia Nazionale (ANBSC) report (Dicembre 2021) sono 1.089 i comuni destinatari di beni immobili, per un totale di 15.981 beni, un terzo dei quali (5208) terreni agricoli con strutture abitative e produttive e per il restante in maggioranza abitazioni tra cui ville o strutture produttive/magazzini.

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