Julian Assange cittadino onorario di Reggio Emilia

Julian Assange cittadino onorario di Reggio Emilia

Nel febbraio 2023 il Movimento Free Assange Reggio Emilia consegnava oltre 1.200 firme di reggiani con un obiettivo chiaro: dare supporto al giornalista Julian Assange onorandolo della cittadinanza onoraria della città di Reggio Emilia, la città dove è nato il Tricolore, la nostra bandiera nazionale.

Fin dall’inizio con Coalizione Civica abbiamo supportato la proposta raccogliendo firme, io il collega Fabrizio Aguzzoli abbiamo vidimato tutti i moduli.


Lunedì 18 settembre dalle ore 15.30 il Consiglio Comunale voterà il documento per il conferimento della cittananza onoraria al fondatore di WikiLeaks. Invito tutti i cittadini e cittadine a partecipare alla seduta.
In conferenza stampa con Marga e Elvira del Movimento Free Assange Reggio Emilia

Riteniamo che il conferimento della  cittadinanza onoraria a Julian Assange sia un gesto importante di cui andare orgogliosi, tanto più che a oggi non siamo a conoscenza di altre città italiane che abbiano portato a compimento questo iter. Un gesto di sostegno doveroso verso un uomo che ha dimostrato coraggio ed etica professionale, perseguendo la verità e la trasparenza in nome del pubblico interesse, anche e soprattutto nel caso di verità “indicibili” su ciò che realmente fanno i governi in nostro nome. Un segnale per dire che qualcosa si può e si deve fare, anche semplicemente produrre riflessione e dibattito e magari contaminare altre istituzioni.

 Un segnale che si aggiunge ai tanti appelli di organismi, associazioni e personalità autorevoli che a livello mondiale chiedono la liberazione immediata del giornalista australiano ingiustamente detenuto nel carcere londinese di Belmarsh.

Siamo infatti in una fase cruciale per Julian, in quanto l’Alta Corte britannica deve pronunciarsi sull’ultimo appello possibile contro l’estradizione negli Stati Uniti;  non si conosce la data in cui il provvedimento verrà emanato e questo giustifica il nome della campagna di mobilitazione internazionale che si sta avviando ora, X Day (ovvero, il giorno x), coordinata dal team di Stella Moris Assange.

Se l’appello sarà respinto, Assange potrebbe essere immediatamente prelevato e estradato negli Stati Uniti, dove lo attende un processo penale e il rischio di una condanna a 175 anni di carcere. Nel timore che si avveri questa ipotesi, il fatidico giorno X occorre essere pronti in ogni Paese   e mobilitarci insieme: andremo a protestare davanti alle ambasciate e ai consolati statunitensi e britannici.

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