Dopo le unioni civili, subito legge contro l’omofobia

Dopo le unioni civili, subito legge contro l’omofobia

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Il 17 maggio 1990 l’omosessualità viene tolta dalla lista delle malattie mentali dell’OMS. Oggi è la giornata contro l’omofobia. Nel mondo, ci sono ancora 10 Paesi che prevedono la pena di morte per omosessualità. In altri 65, invece, si può finire in carcere.

In Italia nel 2015 ci sono state 96 aggressioni omofobe denunciate, inoltre il 75% degli adolescenti non fa coming out per paura di discriminazioni o violenze.  Le difficoltà iniziano a scuola, dove atti di bullismo e atteggiamenti intolleranti sono per molti il primo duro impatto con una società che non comprende e rifiuta le diversità. Un’esperienza che si ripete al momento di trovare un lavoro, cercare una casa, nell’accesso ai servizi pubblici e persino nel tempo libero. Segnando spesso, anche profondamente, la vita di tanti che, come conseguenza, scelgono di reprimere la propria identità in pubblico.

In Italia serve una legge contro l’omofobia che tuteli i cittadini, se discrimini una persona per orientamento sessuale non è una opinione. Uno dei problemi legati alla discriminazione viene proprio dalla politica, i politici italiani sono i più omofobi in europa. 

La legge c’è già ma è ferma in Parlamento. Il disegno di legge del sottosegretario Ivan Scalfarotto (Pd) approvato alla Camera nel settembre del 2013. Da allora però la legge è rimasta lì, regolarmente inserita nel calendario della commissione del Senato e mai discussa.

Dopo le unioni civili, chiediamo al Partito Democratico e tutte le forze progressiste a gran voce che questa legge venga discussa in Senato e finalmente approvata.

Con piacere riprendo il programma e vi invito alla Settimana contro l’omofobia e trasnfobia promossa da Arcigay Reggio Emilia.

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