Esternalizzazioni a Reggio: le “solite aziende” non si toccano. Il PD boccia la verità sui costi.
A Reggio Emilia c’è un tabù che dura da 25 anni: il sistema delle esternalizzazioni. In Consiglio Comunale, il PD e i suoi alleati hanno respinto la mia proposta di studiare quanto ci costano davvero i servizi affidati fuori dal Comune.
La politica del “non sapere”
Il no espresso dall’assessore Prandi e dalla maggioranza è un fatto politico gravissimo. Non si vogliono nemmeno studiare i costi reali o verificare se una gestione diretta possa essere più conveniente. Perché questa paura della trasparenza?
Il punto della situazione
• Il Modello: Una linea avviata con Delrio sindaco che prosegue senza sosta, esternalizzando quote enormi di welfare e manutenzioni.
• La Proposta: Uno studio a costo zero (fatto dai tecnici comunali) per confrontare gestione esterna e gestione interna.
• Il Risultato: Bocciatura totale. La maggioranza preferisce proseguire al buio piuttosto che rischiare di scoprire che il modello attuale è inefficiente.
Il mio impegno per i cittadini
“A Reggio Emilia le esternalizzazioni alle solite aziende non si toccano,” dichiaro senza giri di parole. Gestire direttamente i servizi significa avere più controllo sulla qualità e meno sprechi. Oggi non esistono vincoli normativi che impediscano di cambiare rotta: manca solo la volontà politica.
“I cittadini meritano servizi controllabili e trasparenti. Blindare il sistema attuale senza nemmeno accettare un’analisi tecnica è un atto di debolezza politica che pagano i reggiani.”
Non ci fermeremo qui. Dopo un quarto di secolo di affidamenti esterni, è ora di aprire una discussione vera sui risultati. Se la maggioranza scappa dal confronto, noi continueremo a portare i dati in aula.
