Reggio Emilia, l’antifascismo finisce dove iniziano i profitti? Schock sul concerto di Ye
Reggio Emilia, città Medaglia d’Oro per la Resistenza, ha vissuto ieri una delle pagine più ambigue della sua storia recente in Sala del Tricolore. Il tema? Il concerto di Kanye West. L’esito? Sconcertante.
Il Consiglio Comunale ha deciso che “non spetta alla politica” controllare che durante un grande evento di massa non venga fatta apologia di nazismo. Una mozione di buonsenso, presentata da Coalizione Civica, è stata bocciata da un fronte trasversale che ha visto il PD votare braccio a braccio con la destra di Fratelli d’Italia.
Il PD vota con la destra: “Nessun controllo su simboli nazisti”
La mozione non chiedeva di cancellare il concerto, ma di inserire clausole vincolanti contro l’uso di simboli o slogan legati al Terzo Reich. Eppure, la maggioranza ha preferito girarsi dall’altra parte.
«Con i soldi di mezzo, l’antifascismo smette di essere un principio non negoziabile», denunciano Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli. «Non chiedevamo censura, ma responsabilità. Dire che a Reggio non c’è spazio per chi inneggia a Hitler non dovrebbe essere un atto coraggioso, ma un atto dovuto».
Un’ambiguità che pesa
Dopo i timidi ripensamenti dei giorni scorsi seguiti alle critiche dell’ANPI, il Partito Democratico ha gettato la maschera al momento del voto, bocciando ogni forma di controllo preventivo. Mentre il resto del mondo respinge Kanye West per le sue derive ideologiche, Reggio Emilia sceglie di non porre condizioni, creando una “zona grigia” che ferisce l’identità democratica della città.
Coalizione Civica promette battaglia: la difesa dei valori della Resistenza non può fermarsi davanti al botteghino della RCF Arena.

