Etica e Farmaci: il caso TEVA arriva nel cuore delle istituzioni reggiane
Il Comune può condizionare le proprie scelte commerciali ai diritti umani?
Lunedì 12 gennaio il Consiglio Comunale affronta la mozione di Coalizione Civica: nel mirino i rapporti tra FCR e il colosso farmaceutico.
Può un’azienda pubblica operare sul mercato ignorando il contesto geopolitico e le crisi umanitarie? È questa la sfida lanciata da Coalizione Civica, che dopo cinque mesi di attesa porta finalmente in Aula la mozione per sospendere i rapporti tra le Farmacie Comunali Riunite (FCR) e il gruppo TEVA.
Un atto di diplomazia municipale
Non si tratta di una semplice disputa commerciale, ma di una scelta che interroga l’identità stessa di Reggio Emilia. Richiamando lo Statuto comunale e il gemellaggio storico con la città palestinese di Beit Jala, la mozione chiede alla città di passare dalle parole ai fatti.
«Chiediamo un atto di responsabilità etica», sottolinea Dario De Lucia. «Una società controllata al 100% dal Comune non può restare indifferente: la sospensione dei rapporti con TEVA serve a ribadire che i diritti umani devono avere la priorità sulle dinamiche economiche».
La filiera della responsabilità
Uno degli aspetti più complessi della mozione riguarda la natura multinazionale del gruppo farmaceutico. Coalizione Civica respinge le possibili obiezioni burocratiche: la responsabilità non può fermarsi ai confini delle filiali italiane, ma deve riguardare l’intera catena di comando del gruppo israeliano.
Fabrizio Aguzzoli è netto su questo punto:
«Non è una questione tecnica, ma di coerenza democratica. La sospensione è uno strumento concreto e non violento per rispondere alle denunce della comunità internazionale sulle violazioni a Gaza e in Cisgiordania. Reggio non può essere complice, nemmeno indirettamente, di un sistema di occupazione».
Cosa cambierebbe per i cittadini?
La proposta è strutturata per non danneggiare la salute pubblica. L’obiettivo è colpire il fornitore, non l’utente:
- Alternative garantite: La mozione impegna la Giunta a reperire farmaci equivalenti da altri fornitori.
- Costi invariati: Nessun aumento di prezzo per chi si reca in farmacia.
- Pressione istituzionale: Il testo verrà inviato a Regione e Governo per stimolare una riflessione più ampia a livello nazionale.
Lunedì il Consiglio Comunale non voterà solo su una fornitura di farmaci, ma deciderà quale peso dare ai valori della pace nella gestione pratica della “cosa pubblica”.

