Kanye West a Reggio Emilia: Il “caso Ye” approda in Consiglio
Il concerto alla RCF Arena del luglio 2026 finisce al centro di un acceso dibattito politico. Coalizione Civica deposita un atto urgente: “Area pubblica, servono garanzie contro ogni deriva antisemita”
Può un concerto internazionale trasformarsi in un caso diplomatico locale? La risposta è sì, specialmente se l’artista è Kanye West (Ye) e la città è Reggio Emilia. Lunedì 12 gennaio, i consiglieri di Coalizione Civica, Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, presenteranno in Sala del Tricolore un Ordine del giorno che punta i riflettori sulla data del 18 luglio 2026 alla RCF Arena.
Il nodo: Etica vs Business
Al centro della contesa non c’è la musica, ma le ripetute dichiarazioni dell’artista, spesso vicine a ideologie naziste e antisemite. Per la città Medaglia d’Oro per la Resistenza, il rischio di una “normalizzazione” di certi messaggi è inaccettabile.
Secondo Coalizione Civica, non basta che il concerto “si faccia”; è necessario che l’amministrazione comunale eserciti il suo potere di indirizzo.
Il peso del controllo pubblico sulla RCF Arena
L’argomento tecnico sollevato è dirimente: la RCF Arena non è una “bolla” privata. Sorge su un’area di proprietà di Aeroporto S.p.A., società interamente partecipata dal Comune di Reggio Emilia.
«L’amministrazione ha il dovere di vigilare», spiegano i consiglieri. «Quando un evento occupa uno spazio pubblico gestito tramite concessioni comunali, l’interesse pubblico e la pubblica sicurezza — intesa anche come tutela dei valori democratici — devono essere prioritari rispetto alle logiche di mercato».
Le richieste: Penali e “Stop” immediato
L’atto proposto dai consiglieri prevede impegni precisi e senza precedenti per la gestione dei grandi eventi in città:
- Contratti blindati: Obbligo per i promoter di firmare clausole che vietino l’apologia del nazismo, simboli d’odio e merchandising discriminatorio.
- Clausola risolutiva: Il potere di interrompere lo show in caso di violazioni palesi.
- Monitoraggio attivo: Un protocollo operativo con le autorità di pubblica sicurezza per supervisionare non solo l’ordine pubblico, ma anche i contenuti scenici.
Verso il Consiglio di lunedì
«Non vogliamo censurare l’arte, ma proteggere l’identità della nostra comunità», ribadiscono De Lucia e Aguzzoli. La richiesta è che Reggio Emilia non resti in una “zona grigia”, ma pretenda garanzie scritte e verificabili. Lunedì il Consiglio Comunale sarà chiamato a decidere se trasformare queste preoccupazioni in un vincolo reale per gli organizzatori o se lasciare che il grande evento prosegua senza ulteriori paletti istituzionali.


