Reggio Emilia, il caso Pappagnocca: quando la cittadinanza corre più della burocrazia
Raccolte in tempi record le firme per le barriere antirumore tra Viale del Partigiano e Via Togliatti. Una mozione popolare “lampo” che ora bussa alle porte del Municipio.
C’è una parte della città che non ha più intenzione di aspettare i tempi lunghi della politica. È il quartiere Pappagnocca, dove la mobilitazione per la salute e il diritto al riposo ha segnato un punto a suo favore: in meno di sette giorni, i residenti hanno raggiunto il quorum necessario per presentare una mozione di iniziativa popolare. L’obiettivo? Blindare il completamento delle barriere antirumore tra Viale del Partigiano e Via Togliatti.
Una mobilitazione “dal basso” contro l’inquinamento acustico
Non capita spesso di vedere una partecipazione così rapida e coesa. Il messaggio inviato all’Amministrazione comunale è cristallino: l’inquinamento acustico in quel tratto stradale ha superato i livelli di guardia. La mozione non è solo una richiesta di lavori, ma un vero e proprio piano d’azione in quattro punti:
- Copertura totale: Basta interventi a macchia di leopardo. Le barriere devono coprire l’intero tratto abitato.
- Revisione dell’esistente: Molti pannelli attuali sono deteriorati. I cittadini chiedono una manutenzione straordinaria per ripristinarne l’efficacia.
- Il “bollino” di ARPAE: Si esigono nuove rilevazioni fonometriche certificate per misurare l’impatto reale del traffico.
- Date certe: Entro aprile 2026 i residenti vogliono un cronoprogramma pubblico e un confronto faccia a faccia con la Giunta.
Il fronte del “sì” al completamento
«I residenti sono stanchi di soluzioni parziali che non risolvono il problema», spiega il portavoce del comitato, Paolo Bertolini. «Il successo delle firme dimostra che la gente vuole fatti. Il Consiglio comunale ora non può ignorarci».
L’iniziativa ha trovato il sostegno politico dei consiglieri di Coalizione Civica, che vedono in questa mobilitazione un esempio virtuoso di democrazia diretta. Dario De Lucia sottolinea come il diritto alla salute debba tornare al centro dell’agenda politica: «Questa è una mobilitazione civica legittima. Servono risposte amministrative serie e immediate».
Per Fabrizio Aguzzoli, la velocità della raccolta firme è la prova del nove: «Se i cittadini si muovono così in fretta, significa che il disagio è insopportabile. Il Comune deve smettere di far restare la partecipazione sulla carta e passare ai cantieri».
Verso il Consiglio Comunale
La palla passa ora alle istituzioni. La mozione popolare sarà inserita nell’ordine del giorno del Consiglio comunale. Non sarà solo un dibattito tecnico su pannelli e decibel, ma un test importante sulla capacità del Comune di Reggio Emilia di ascoltare e rispondere alle richieste di vivibilità che arrivano dai suoi quartieri.


