Sulla Palestina non si sventolano le bandiere a convenienza: Massari e Mahmoud ci hanno fatto fare l’ennesima brutta figura nazionale
REGGIO EMILIA – «A stare in mezzo alla strada si viene investiti due volte, sia da destra che da sinistra: Massari, Mahmoud e chi ci governa non l’hanno ancora capito. L’ennesima dimostrazione di questa incapacità di scelta – costata alla città un nuovo imbarazzo di rilevanza nazionale – si è consumata sulla pelle di Reggio Children, degli educatori, delle famiglie e della reputazione internazionale del modello educativo reggiano».
A dichiararlo è Dario De Lucia, consigliere comunale a Reggio Emilia, che interviene duramente sulla gestione delle delegazioni estere e del sistema educativo cittadino.
«Nessuna morale nei comizi se poi manca il coraggio delle scelte»
«Sulla Palestina e sui diritti umani non si sventolano le bandiere a convenienza», prosegue De Lucia. «Non si può fare la morale nei comizi, approvare documenti d’indirizzo per prendere i voti dell’elettorato progressista e poi, alla prova dei fatti, rimanere paralizzati nel terrore di scontentare qualcuno, finendo per scontentare tutti e fare una figuraccia monumentale».
«I fatti parlano chiaro: nel giugno 2025 il Consiglio comunale aveva approvato un impegno solenne per interrompere i rapporti istituzionali con il Governo israeliano e con i soggetti ad esso riconducibili. Da quel momento è passato oltre un anno nel silenzio totale della Giunta Massari-Mahmoud.
Quando a inizio ottobre 2026 è emersa la visita di studio legata al Paradigm Project – rete per la promozione dell’educazione ebraica negli USA finita al centro del dibattito per sostenitori vicini alla linea di governo israeliana – e alle scuole israeliane, la Giunta è andata nel panico. A valigie pronte e delegazioni in viaggio, si è improvvisata una procedura d’emergenza chiedendo prese di posizione e dichiarazioni dell’ultimo secondo. Il risultato è stato un disastro: la delegazione delle scuole ebraiche americane ha rinviato la visita, mentre quella israeliana è arrivata a Reggio Emilia, precipitando la città tra accuse incrociate, polemiche sull’antisemitismo e fango mediatico nazionale».
Servivano regole chiare e trasparenza fin dal primo giorno
«Questa vicenda andava gestita in un modo completamente diverso, con serietà, trasparenza e coerenza fin dal primo giorno», incalza il consigliere comunale. «Subito dopo il voto del 2025 andavano fissati criteri operativi e trasparenti validi per tutte le delegazioni e per ogni relazione internazionale. Bisognava interrompere senza esitazioni, fin da subito e con totale chiarezza, ogni rapporto con istituzioni, enti o contesti che supportano il genocidio a Gaza e le politiche del governo Netanyahu. Non serviva inseguire l’emergenza a tre giorni dalla visita: serviva applicare regole chiare prima, senza furbizie né ambiguità».
Scaricate le responsabilità su scuole e famiglie
«Invece di assumersi la responsabilità politica delle proprie decisioni, Massari e Mahmoud hanno preferito inizialmente negare il problema e poi scaricare la patata bollente, facendola esplodere tra le mani dei Consigli Infanzia Città, dei pedagogisti, delle famiglie e di Reggio Children.
Governare richiede schiena dritta e coraggio. Lasciare che la politica abdichi al proprio ruolo per poi scaricare le conseguenze sugli operatori scolastici è inaccettabile. Reggio Emilia merita una guida coerente, non una Giunta che sventola la bandiera della pace solo quando non costa nulla, per poi nascondersi sotto il banco quando c’è da decidere».
