Scuole e Nidi a Reggio Emilia: l’illusione del Pubblico e il regalo ai Privati
Reggio Emilia è ancora la capitale dell’educazione pubblica? A leggere il bilancio dell’Istituzione Scuole e Nidi, la risposta è un amaro “non più”. Mentre la politica si riempie la bocca con il “Modello Reggio”, la realtà è fatta di tagli silenziosi, concorsi fantasma e milioni di euro dirottati verso il privato.
Il gioco delle tre carte sui posti scuola
I numeri non mentono, anche se l’Amministrazione prova a nasconderli dietro la scusa del calo demografico. Negli ultimi 4 anni, le Scuole d’Infanzia comunali hanno perso 52 posti e chiuso due sezioni.
Ma il calo demografico sembra non valere per tutti: nello stesso periodo, i nidi privati (FISM) sono cresciuti di 75 posti.
Il bancomat del Comune
Il dato politico più clamoroso è il flusso di denaro:
• Nel 2014 il Comune versava 1,3 milioni al sistema privato.
• Nel 2025 verserà 2,5 milioni di euro.
In dieci anni abbiamo quasi raddoppiato i finanziamenti pubblici a scuole su cui il Comune non ha controllo diretto su rette, contratti di lavoro e criteri di accesso. È questo il modo di difendere il pubblico?
Famiglie spremute
Non dimentichiamoci delle rette. L’anno scorso l’Amministrazione ha deciso un aumento che ha colpito il 76% delle famiglie. Per un nucleo con ISEE di 35.000 euro, parliamo di una “tassa occulta” da 450 euro all’anno.
La nostra proposta
Non accettiamo la scusa che “non si trova personale”. Il personale si trova se si investe sui salari, sulla stabilità e sulla qualità del lavoro. Chiediamo al Sindaco Massari e all’Assessora Mahmoud:
1. Stop alla chiusura delle sezioni comunali.
2. Trasparenza totale: chi riceve soldi pubblici deve applicare tariffe e contratti pubblici.
3. Un piano di assunzioni vero, non basato su alibi burocratici.
Reggio non può vivere di rendita. Difendere il nostro modello significa finanziarlo, non appaltarlo.


