Caso AQ16: Meno polemiche, più regole. Ecco come arrivare alla convenzione

Caso AQ16: Meno polemiche, più regole. Ecco come arrivare alla convenzione

Il comune arrivi a una convenzione con Aq16 come la Provincia ha fatto con Casa Bettola.

Dopo oltre vent’anni di “limbo”, finalmente si parla di regolarizzare AQ16. Era ora. Ma diciamocelo chiaramente: è assurdo che si debba aspettare un polverone mediatico per accorgersi che mancano certificazioni e autorizzazioni.

AQ16 non è una minaccia, ma servono le carte in regola

Insieme al collega Fabrizio Aguzzoli lo abbiamo ribadito spesso: AQ16 non è Askatasuna. Parliamo di persone che usano il metodo democratico, che hanno sostenuto l’attuale amministrazione e che svolgono attività lodevoli per i più poveri. Ma la politica non può fare figli e figliastri.

“Apprendiamo con favore la volontà del centro sociale di uscire da una situazione di precarietà amministrativa per arrivare finalmente a una regolarizzazione”, dichiara Spagni. “Tuttavia, non può che destare stupore il fatto che la mancanza di autorizzazioni e certificazioni emerga ufficialmente solo oggi, dopo oltre vent’anni, e solo perché si sono accesi i riflettori mediatici e politici sulla struttura. La trasparenza non dovrebbe essere una reazione alle polemiche, ma un prerequisito dell’agire pubblico e sociale.”

I punti chiave della nostra posizione:

1. Sicurezza per chi frequenta: Se un luogo è aperto al pubblico, deve essere a norma (agibilità, antincendio, impianti). Non ci sono scorciatoie.

2. No ai privilegi, sì ai diritti: Se la Provincia è riuscita a regolarizzare Casa Bettola nel 2019, perché il Comune non può fare lo stesso con AQ16?

3. Responsabilità: Chi gestisce deve sapere che, in caso di incidenti, risponde legalmente. Senza una convenzione chiara, tutti sono a rischio.

La sfida per la Giunta Massari

Il Sindaco ha appena nominato una storica esponente di quegli spazi, Federica Zambelli, nel CDA di ACER. È la prova che queste realtà sono parte integrante della maggioranza. Ora però bisogna passare dalle poltrone alle soluzioni amministrative: serve una convenzione rapida che metta la parola “fine” alla precarietà e garantisca la sicurezza di tutti.

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