Andiamo in Parlamento. Dona per la campagna
Sostengo questo progetto con convinzione. In Italia 700mila under 25 soffrono di ansia e depressione e tra i più giovani il dato è cresciuto del 20%. In Europa il suicidio è la prima causa di morte 15-29. Così non va. Aiutarci a cambiare le cose, dona ora anche solo con 5 € per sostenere la più grande inchiesta giornalistica sull’ansia in Italia, aiutaci a portarla in Parlamento e cambiare la situazione di tanti ragazzi e ragazze. Dona ora
“Quanti anni hai?
E quanti ne hai vissuti davvero senza ansia?”
È una domanda semplice, ma descrive perfettamente la condizione di un’intera generazione.
Per la Gen Z l’ansia non è un episodio: è un sottofondo costante. Comincia a scuola, cresce all’università, esplode quando ci si affaccia al mondo del lavoro, alla precarietà, ai soldi che non bastano, alla solitudine, ai social che non si fermano mai. Molto spesso viene trattata come un problema personale, quando invece è il sintomo evidente di un sistema che ha lasciato i giovani senza strumenti.
L’ansia è un problema nazionale
In Italia oltre 700.000 under-25 soffrono di ansia e depressione: una cifra enorme, che fotografa un disagio profondo e diffuso. Tra i giovani sotto i vent’anni, la prevalenza di ansia e depressione è cresciuta del 20% tra il 2018 e il 2022.
E in Europa la situazione è ancora più chiara: il suicidio è la prima causa di morte nella fascia 15-29 anni.
Il bonus psicologo 2025 del Governo (9,5 milioni di copertura) è andato esaurito il primo giorno, solo 6.300 hanno potuto riceverlo ma sono centinaia di migliaia le persone che hanno fatto richiesto.
Numeri che parlano da soli e che raccontano una crisi generazionale troppo grande per essere ignorata.
Nei nostri servizi giornalistici sul campo, negli incontri nelle scuole, nei festival, nelle piazze e nelle università, abbiamo parlato con migliaia di ragazze e ragazzi da tutta Italia. Da queste esperienze – dirette e verificabili – emerge una verità semplice: i giovani non stanno male perché sono fragili, ma perché sono soli.
E la politica continua a non considerare questo tema come una priorità nazionale.
Per questo abbiamo deciso di intervenire.
La più grande indagine nazionale sull’ansia della Gen Z
Il Progressista – giornale della gen z nel 2026 farà un viaggio attraverso l’Italia per raccogliere testimonianze reali, dati verificati, video, reportage, incontri pubblici e analisi che rendano finalmente visibile ciò che oggi resta nascosto. Vogliamo costruire un quadro chiaro, documentato e accessibile a tutti.
La nostra inchiesta non si fermerà online:
la porteremo in Parlamento, chiedendo alle istituzioni di riconoscere questa crisi e assumersi la responsabilità di affrontarla.
Sostenere questa campagna significa finanziare un giornalismo indipendente, giovane, libero da condizionamenti, che vuole trasformare un malessere individuale in una voce collettiva.
Significa permetterci di viaggiare, ascoltare, documentare, raccontare e consegnare alle istituzioni il ritratto più completo mai realizzato sull’ansia giovanile in Italia.
Significa trasformare una domanda personale —
“Quanti anni hai? E quanti ne hai vissuti davvero senza ansia?” —
in un’inchiesta nazionale che nessuno potrà più ignorare.
Aiutaci a farlo.
Aiutaci a portare questa storia dove deve arrivare: nel dibattito pubblico e nelle istituzioni del Paese.
Che obiettivo vogliamo raggiungere? I 5 passi
1) Rendere la salute mentale dei giovani un tema pubblico, non privato
L’obiettivo è rompere l’isolamento e lo stigma, creando spazi sicuri dove parlarne senza vergogna.
2) Offrire strumenti concreti a chi è in difficoltà
Vogliamo fornire risorse accessibili, materiali verificati, contatti utili e percorsi chiari per chiedere aiuto.
3) Formare chi sta accanto ai giovani
Daremo strumenti utili direttamente ai ragazzi ma anche agli insegnanti, educatori, genitori e chi è a contatto con i giovani.
4) Andiamo in Parlamento e in tutta Italia.
Andremo ovunque dalle metropoli alle periferie, per parlare del tema e dare aiuto.
Andremo nelle scuole, nelle università e nelle associazioni e vogliamo essere ascoltati anche in Parlamento.
5) Spingere la politica a investire sulla salute mentale giovanile
L’obiettivo è che Comuni, Regioni e Governo includano la salute mentale dei giovani nei bilanci, nei servizi territoriali e nei programmi scolastici.
Oggi ansia, panico e depressione tra gli under 25 vengono trattati come casi individuali, lasciati alle famiglie o alle scuole. Ma non sono emergenze private: sono un problema pubblico.
La campagna ha un obiettivo preciso: costruire dati, esperienze e richieste concrete che mettano le istituzioni davanti alle proprie responsabilità.
L’obiettivo finale è che Parlamento, Regioni e Comuni includano la salute mentale dei giovani nei bilanci, nei servizi territoriali e nei programmi scolastici.
Cosa faremo grazie alla tua donazione?
Pagheremo (in regola e adeguatamente) persone under 30 che realizzeranno:
- 20 articoli scritti
- 20 video interviste
- (almeno) 5 incontri sul territorio in tutta italia
- 1 video d’inchiesta finale lungo che presenteremo in Parlamento e in giro per l’Italia
Quali ricompense posso scegliere?
Con 10 euro si entra nei ringraziamenti ufficiali della campagna — sul sito, sui social e nei crediti del video finale — sostenendo in modo diffuso l’avvio dell’indagine.
Con 25 euro si ricevono a casa adesivi dedicati e un kit attivista, pensato per trasformare il sostegno individuale in visibilità pubblica del tema.
Con 50 euro il contributo finanzia direttamente un articolo dell’inchiesta: il nome del sostenitore viene associato al contenuto, rendendo tracciabile l’impatto della donazione.
Con 100 euro si sostiene la produzione di una video-intervista, con accredito nei titoli, contribuendo a dare voce diretta alle esperienze della Gen Z.
Per contributi più alti, il sostegno diventa territoriale: è possibile finanziare incontri pubblici, laboratori gratuiti e momenti di confronto sulla salute mentale giovanile, organizzati in scuole, università e spazi sociali, con ringraziamenti dedicati e riconoscimento pubblico.
Cosa puoi fare tu?
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